Visto che sono una persona pratica non mi dilungherò in paradossi politici o teorie complicate e fantasiose, la sostanza è che l’economia è suddivisa in due tipi: attività produttive e attività di servizi.
Le prime sono di fondamentale importanza perché senza di esse non si può reggere nessun tipo di società, le seconde sono altresì importanti perché danno la possibilità alla comunità di non lasciare indietro nessuno (anziani, portatori di handicap, persone sfortunate o in difficoltà) oltre a dare servizi essenziali.
Ma questa bellissima cosa che sono i servizi, siano primari o secondari, hanno avuto in questi anni delle sensibili contrazioni grazie alle politiche di chiusura e privatizzazione (ospedali, gestione delle acque, gestione rifiuti, etc.).
Questi tagli sono dovuti in gran parte alla riduzione di budget da parte dell’attuale amministrazione, ma non solo, anche per lo spostamento di somme destinate a interventi che non sono sempre necessari ma accontentano solo alcuni, guarda caso sempre gli stessi. Oppure, peggio ancora, l’incapacità di ottimizzare o utilizzare i fondi a disposizione.
Quindi, come ha esposto più volte il nostro presidente Francesco Acquaroli, la soluzione sta nel rafforzare e promuovere la filiera produttiva e non facendo fuggire i giovani, dando il via a infrastrutture ferme o addirittura mai iniziate, mettere in piedi un nuovo sistema di manutenzione ordinaria che permetta di rendere efficienti le nostre infrastrutture esistenti. Ultima ma non meno importante appoggiare le startup innovative, promuovendole per farle crescere e far in modo che le nostre Marche diventino un polo di innovazione tecnologica.
Ricordiamo che molte delle nostre ditte sono nate in garage e poi sono diventate delle eccellenze internazionali che hanno fatto grande la nostra economia. Certo erano altri tempi, oggi in questo momento difficile le istituzioni devono supportare sia le nuove che le vecchie aziende.
L’innovazione e le nuove tecnologie sono alla base della nuova economia ma per fare tutto ciò bisogna prima farla ripartire. Come fare?
La Comunità Europea ha messo a disposizione alle Marche 697 milioni di euro di cui sono stati spesi solo il 31% (verranno ripresi dall’Europa fra due anni se non spesi).
Io ho un’idea molto semplice, e si sa, le idee semplici sono sempre le più vincenti:
immettere rapidamente questi soldi nell’economia reale, ma con tanti piccoli interventi di manutenzione e nuove realizzazioni con molte piccole ditte sul territorio, così da far lavorare i propri operai che andranno al ristorante, al mare, a comprare i mobili etc; così da far girare l’economia, creare occupazione e consumi.
Per fare tutto ciò e necessario snellire le procedure che sono il vero ostacolo dell’imprenditoria.
Se una ditta al suo interno ci mettesse cosi tanto tempo per sviluppare i progetti sarebbe destinata a morire.
Oggi purtroppo nell’era post-covid dobbiamo tener conto del settore del turismo duramente provato dalla pandemia, supportandolo e rilanciandolo in questo difficile periodo.
La politica deve pianificare una serie di provvedimenti che aiutino le nostre imprese a riprendersi e non come solito dimenticarsi subito dopo che si spengono i riflettori (come è avvenuto per il terremoto).
Un altro tema molto importante per la nostra economia è l’agricoltura molto spesso lasciata sola e non sufficientemente supportata e tutelata.
Il mio contributo è volto a portare un pò di dinamicità e concretezza nella politica che molte volte può avere ottime idee, ma poca concretezza per renderle applicabili.
Innovazione, velocità e genialità sono le armi che ha la nostra Regione per stupire il resto d’Italia e per uscire dalla crisi post-covid.
Il 20 e 21 Settembre 2020, per le Elezioni Regionali, vota POPOLARI MARCHE UDC – Acquaroli Presidente. Barra il simbolo e scrivi GIOVANELLI - GALANTE